
Secondo il diritto di famiglia marocchino, noto come Codice della famiglia (Legge n. 70.03)Il concetto di "dono di consolazione" (Mout'âF) costituisce uno dei diritti economici fondamentali riconosciuti alle donne dopo il divorzio, come risarcimento del danno subito a seguito della rottura del rapporto coniugale.
Punti chiave da ricordare
Il dono della consolazione non è semplicemente un risarcimento materiale, ma piuttosto una riparazione per il danno materiale, psicologico e morale che la donna può subire. divorziato a seguito della separazione. L'articolo 84 del Codice della famiglia stabilisce che il dono di consolazione fa parte dei "diritti dovuti alla moglie", insieme al resto della dote (Sadaq), se applicabile, e alla pensione di reversibilità (Nafaqat Al-Idda).
Il tribunale ha un ampio potere discrezionale nel determinare l'importo del dono di consolazione. Tuttavia, tale potere è limitato dai criteri specificamente elencati nell'articolo 84, vale a dire:
La Corte di Cassazione ha ribadito la necessità di attenersi esclusivamente a tali criteri nella sentenza n. 56 del 1° febbraio 2022. In questo caso, la Corte ha annullato una sentenza di appello che aveva aumentato l'importo della donazione di consolazione in base al fatto che la moglie era minorenne e risiedeva in un'area urbana. La Corte di Cassazione ha ritenuto che tali fattori non rientrassero tra i criteri di legge per la valutazione della donazione di consolazione e che la corte di appello non avesse dimostrato né il reddito effettivo del marito né la natura dei maltrattamenti da lui commessi nel procedimento di divorzio, rendendo così la sua decisione insufficientemente motivata.
Uno dei punti più importanti stabiliti dalla giurisprudenza riguarda l'art. diritto a un regalo di consolazione in caso di divorzio per discordia iniziata dalla moglie. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio costante secondo cui "la donna non ha diritto al dono di consolazione in caso di separazione da lei scelta". Tale principio si fonda sull'articolo 97 del Codice Civile. Codice della famiglia, che lega la concessione del risarcimento alla responsabilità di ciascuna parte nella causa della separazione.
Per chiarire, ecco una tabella riassuntiva dei diversi scenari:
Situazione / Chi presenta domanda di divorzio? | Diritto della moglie alla mut'ah | Possibile compensazione / Base giuridica |
Il marito avvia il divorzio | SÌ (Diritto sistematico) | L'importo della Mut'ah è fissato secondo i 4 criteri dell'articolo 84. |
La moglie chiede il divorzio a causa di discordia (Chiqqaq) | NON | Può chiedere il risarcimento dei danni se viene provata la responsabilità del marito (art. 97). Anche il marito può chiedere il risarcimento se viene accertata la responsabilità della moglie. |
Responsabilità condivisa nel divorzio dovuto a discordia | NON | Il giudice valuta la quota di responsabilità di ciascuna parte e può ripartire il risarcimento di conseguenza (art. 97). |
Questo principio è stato chiaramente illustrato in diverse decisioni recenti:
Tali sentenze confermano che:
Per formulare il proprio parere sulla situazione finanziaria del coniuge e sulle ragioni del divorzio, il tribunale si basa su tutti i mezzi di prova disponibili, tra cui:
En conclusion, il ressort que le don de consolation dans le Code de la famille marocain est un droit lié au préjudice subi par la femme du fait d’un divorce initié par le mari. En revanche, lorsque l’épouse prend l’initiative de rompre la relation conjugale, son droit au don de consolation est écarté. Cette position, consacrée par la jurisprudence de la Cour de cassation, garantit une application de la loi qui maintient un équilibre entre les droits et les devoirs des deux parties.
Il dono di consolazione è una somma di denaro assegnata da un giudice a una donna divorziata. Ha lo scopo di risarcirla del danno materiale e psicologico subito a seguito dello scioglimento del matrimonio da parte del marito. Rientra nei diritti patrimoniali della moglie divorziata, come stabilito dall'articolo 84 del Codice della famiglia.
No. La regola fondamentale è che il dono della consolazione è dovuto in caso di divorzio o ripudio avviato su richiesta del marito. Se è la moglie a chiedere lo scioglimento del rapporto coniugale, non ne ha diritto.
Secondo la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, la moglie che chiede il divorzio il divorzio per discordia non è un diritto al dono della consolazione, poiché è stata lei a "scegliere la separazione". La Corte ha confermato questo principio in diverse sentenze, tra cui la sentenza n. 284 del 17 maggio 2022 e la sentenza n. 135 del 1° marzo 2022. In luogo del dono della consolazione, la moglie può chiedere un risarcimento se dimostra che il marito è causa della discordia e che ha subito un danno a causa di ciò, ai sensi dell'articolo 97 del Codice della famiglia.
Il tribunale ha potere discrezionale nel determinare l'importo, ma è tenuto a basare la sua decisione esclusivamente su quattro criteri essenziali stabiliti dall'articolo 84 del Codice della famiglia:
No. I criteri di cui all'articolo 84 non includono la situazione economica della moglie. Nella sentenza n. 56 del 1° febbraio 2022, la Corte di Cassazione ha chiarito che considerare la moglie "minorenne" o "residente in un centro abitato" non rientra nei criteri giuridici per la valutazione del dono di consolazione, sottolineando così la necessità di attenersi rigorosamente agli elementi relativi al marito, alla durata del matrimonio e ai motivi del divorzio.
Le parti possono avvalersi di tutti i mezzi di prova disponibili a sostegno delle proprie pretese, sia che riguardino la situazione finanziaria sia i motivi del divorzio. Tali mezzi includono:
Sì. Come parte di un procedimento di divorzio a causa di discordia Se la separazione è proposta dalla moglie e il marito dimostra che è lei la causa della separazione e che lui ha subito un danno, può chiedere alla moglie un risarcimento economico. Ciò si basa sul principio di "considerare la responsabilità di ciascun coniuge nella causa della separazione", come stabilito dall'articolo 97.
Nome dello studio: Studio Legale Amal Anouide. È iscritta all'Ordine degli Avvocati di Safi.
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